Poesia
da: Immagini
Sera
la macina gira pian piano il chicco si spacca e germoglia la pioggia che cade lontano emana un odore di foglia la sera si appresta pian piano il vento si posa leggero riluce sul prato bagnato un dolce chiarore di stelle lontano si perde una voce un grido che chiama poi tace si perde nell'aria leggera la tranquillità della sera
Immagini
approdo di candide vele sul far della sera quartieri di sole scavati nel fondo del mare abissi insondabili e pietra dell'uomo nell'uomo a difesa di sé
Lee
giovane amico amico di un amico dolce il tuo nome come primavera marciando vai e cara ti è la meta compagna ti è speranza amico il mondo intero credere non puoi che non sia vero quel sogno che nel tuo cuore alberga libertàLee è un ragazzo cinese che studia l'italiano e sogna di poter venire in Italia. Lo ha conosciuto un amico durante un viaggio in Cina nell'estate del 1988. Dopo il "Maggio del 1989" non è più stato possibile comunicare con lui.
Fine
fiori e stelle e incisi nel sogno mattutino di un ricordo s'attardano le ore nel crepuscolo silente del domani sospese restano frasi incaute avventuriere dell'incerto s'inoltrano pensieri e vanno ove l'azzurro si sconfina
Figlio
narrarti non voglio il passato storia non c'è così importante tu che sarai uomo del duemila dovrai ricominciare ché tutto ancora è da costruire ti affido l'alfabeto componi sulle tastiere del mondo la parola umanità [torna su]
da: Sensazioni Cosmiche
Extraterrestre
Altrove germoglierà ciò che non siamo fatto di grano di sole recherai nuovi sogni pace fasci di luce nel mondo un tempo di umani troverai rovine ascolterai silenzi ti bagnerai di lacrime le rotte dell'universo troveranno int erra la parola fine serba le pagine e dona feconde raccolte altrove germoglierà ciò che non siamo
Tempo ci sarà
tempo ci sarà per altro amore favole sogni sensazioni di neve di mare tempeste e incanti preamboli e scontri accesi bagliori di sale cristalli profondi suadenti chimere fatiche incessanti parabole e sfere in diagrammi d'amore pregnanti dispense di vicende inebrianti di splendidi soli di abeti piangenti tempo ci sarà per altro amore altri sogni altri incanti altri incerti frangenti
A Dio
multas per gentes et multa per aequora vectus arriverò a te l'abisso donando della solitudine i frantumi di un mondo apparente e un programma di perfezionamento
Padre
griglia d'argento per aggrappare il dolore
In viaggio
di girasoli un mare invade i miei pensieri oro caduto da austere coppe il tempo infrange immediato chiarore l'anima invade e scopro il divino coesistente [torna su]
da: Frequenze D'Arcobaleno
Non siamo dei
al vaglio dei secoli e della storia nell'attimo intenso dell'ardore esistenziale giunti a profetare nella densità del vocabolo un mondo migliore scaturito dalle viscere abbiamo distillato il tempo esautorato la realtà non plagiati dal vero rincorriamo l'autentico il vitale respiro col tutto non possimo dire solo sentire e dare al sentimento forma dante-poeta versi giochi alterni nel piano-forte dei giorni mistero d'esistere dono di noi non siamo dei solo d'amor sublimate creature poeti
Preghiera
mite ti so a pregare sotto una radura di stelle come silenzio e fuoco preghiera scioglie ghiacciai e l'acqua mare si fa e oceano all'orizzonte ali d'ulivo la colomba non è più notte
Di porpora e d'oro
di porpora e d'oro l'alba sul mare al giglio gabbiani e rondini inseguono occhi che d'immensità vivono nuova immagine mare ripete antica melodia di porpora e d'oro l'alba sul mare al giglio
Arcobaleni
arcobaleni alloggiano le incorrotte stanze del sole e principesse danzano ove il non cupo divenire di iridescente spazio si colora interminabile argentea fonte perdura al suono l'armonia ed è vocio trillar fitto di dolci rosigniuoli zampettio tutto è vita ma principesse non ne vedo intorno solo donne che fatica dolore è il mutamento e la variante è foglia acerba al vento che non muta direzione
Donna con lumaca
in forme del corpo buffe all'occhio s'impiglia e si ripiglia la parola varïando tra volumi unisitati raccolti intorno al senso che li avvinghia fermo pesante il pie' ancorato domestico esotismo tondo il ventre dilatato universo contenuto alte le braccia sostenenti il guscio mondo s'impiglia e si ripiglia la parola pronuncia un nome nuovo curvo come lumaca sull'arcobaleno donna
Scultura di Picasso esposta ad 'Una coleciòn de escultura moderna espagñola' Accademia di Spagna, ambasciata di Spagna in Italia, 3 novembre / 15 dicembre 1994.
Fare
l'arte luogo privilegiato di non facile accesso creato da forme rinvenute nell'io plasmate in materia da manai capaci bagnate ogni giorno nel fiume di eraclito forse lo stesso di hesse eppure esiste la parola che si fa emozione il suono di un sax la materia che parla scabrosa sensibilità dell'artista melodia su canne d'organo che incontra la durezza del mondo impossibile a dirsi l'arte si fa contraccolpo all'esistere
Stellata dea
quando mancano le parole altrove cerchiamo il senso e il bandolo ci sfugge ma non si arrende il canto e tiene il conto dei segreti annodati alla vita come buchi agli alberi stellata giungerà la dea a coprire di sguardi quelli che non parlano ma intendono il notturno quelli che odono il sussurro dei fili d'erba e l'alitare di foglie pendule rigonfie di vita in boccio
Epilogo
noi qui a stento contare le sillabe nel ramo fiorito cercando primavere [torna su]
da: Lustrante d'acqua
Ricordo di Anna
bellissima di furore scintillante coperta di polvere e piume un volto una donna un' attrice una madre ma per sempre sarai una che cade gridando sotto il fuoco nemico una che inciampa e s'accascia nel ventre di roma donna che a volte cantava a volte taceva sempre un guizzo negli occhi prorompente bellezza ironia magnetismo magia forza intensa vitale sei rosa che non muore fiore che non si è spento nella lotta Per il centenario della nascita di Anna Magnani [torna su]
Spazio Musicale
c'è un girotondo di bambini ed angeli sotto la volta blu cobalto della chiesa gotica e al centro a turno si suona cherubini hanno portato strumenti e cartigli con le note scritte sopra e insegnano la musica divina ogni bimbo del mondo ha il suo strumento e al liuto all'arpa alla ghironda alla tromba alla lira al violino al pianoforte esegue un ritmo che sana l'anima dipinge i suoi colori dalle dita veloci dai fiati l'armonia la luce è trionfo d'amore è melodia che offre al mondo la speranza che muta il pianto in canto che nel pianeta spento trasforma il rapido sospiro in un respiro ch'empie tutto di vita nello spartito l'equilibrio la giustizia la pace nelle mani dei bambini la preghiera del mondo [torna su]
Città
a volte viene il desiderio di rifugiarsi nella città di dio celeste gerusalemme di diaspro e lapislazzuli fatta d'amore e sogno con la porta stretta un piccolo varco per cui passano i giusti quelli come bambini fatti a somiglianza resi semplici qui viviamo invece nel caos prolifico a volte sfiorati a volte assaliti dal male a volte annientati consumati dal nulla fantasmi riempiono la mente delitti impuniti delitti perpretati contro la vita nulla vale l'essere umano dal niente schiacciato dal niente qui viviamo costretti consumiamo il non-pensiero la folla ci opprime chiederà mai qualcuno ragione del senso [torna su]
Hina
hina ventisette coltellate al petto e al volto chi lo decise chi imbastì il tranello caina attende i folli traditori caina è qui non-luogo poetico è l'inferno del mondo in cui viviamo hina ventisette coltellate al petto e al volto [torna su]
Virgo de Guadalupe
virgo de guadalupe nei tuoi occhi si specchia lo spazio celeste nel tuo grembo fiorisce la speranza ai tuoi piedi accorriamo come un gregge smarrito nell'attesa che il sole trionfi tu porta del cielo tu primo fiore dell'inverno [torna su]
Tracce
stasera le nuvole han forma di boomerang il cielo promette bel tempo annunzia un domani sereno non v'è traccia di buio nell'anima [torna su]
Scrittura
come morta benedico questo campo di grano ne raccolgo le spighe come morta cammino nei giorni ne scopro la finzione come morta aspetto una luce più chiara ma non so da dove possa arrivare [torna su]
Laccio slegato
andare e andando vedere incontrare la vita che dibattendosi insegna a conoscere il vero a sprazzi mostrando l'infinito e l'assurdo la parola che salva il veleno annientando ed il morso di serpente mutato in laccio slegato [torna su]
Quale gioia
quale gioia stamane ha il silenzio nel profondo torpore del giorno non vedo contrasti l'arpa insegue un daino [torna su]
Solo Luce
a Vittorio Gassman nel giorno del suo funerale le parole taceranno in canto muteranno i gesti cesseranno solo luce l'eterno interlocutore t'accoglie di candore ti veste solo luce non più dolore solo luce all'empireo diversamente intendi paradiso e mondo teatro e vita non più mistero solo luce taumaturgo il santo in tua mano porge ulivo-ramo muto-adori l'abisso trapassi silenzii luce traboccante di un re che t'incorona di pace platee di stelle solo luce solo luce [torna su]